DISCUTIAMO DEL CENTROSINISTRA DA COSTRUIRE

Caro Direttore, scrivendo la lettera del 17 giugno non avevo alcuna intenzione di alimentare una polemica che si trascina ormai da troppo tempo e con toni, spesso, sopra le righe. Però, visto che qualcuno  insiste a travisare mi corre l’obbligo di puntualizzare alcune cose.

Penso sia interesse di tutto il centrosinistra e del PD innanzitutto, spostare la discussione dalla questione del capogruppo agli impegni che attendono la nostra coalizione nei prossimi mesi. Questo era il senso della mia lettera e tale rimane.

La mia critica era chiaramente rivolta a chi, prima e dopo l’elezione del capogruppo del PD, ha riempito blog e giornali di commenti velenosi e denigratori. Un metodo di lotta politica (da qui il riferimento alla “ guerra per bande”) che considero ripugnante a maggior ragione quando viene celato dietro l’anonimato! Tutto questo non ha nulla a che fare con la libertà di critica e di espressione. Perciò non capisco come si possa travisare un semplice invito alla redazione a cestinare commenti offensivi e, ribadisco, anonimi in una presunta “pretesa di censurare chi non la pensa come me”. Si tranquillizzi ”Giorgio” non ho né i mezzi e – ciò che più conta per me – neppure la vocazione per imporre o invocare censure nei confronti di nessuno.

Quanto alle affermazioni  del Sig. “Bruno Nicora” che si permette di definire “indegno” l’argomento da me usato sul ruolo di Luisa Oprandi, lascio ad  altri di giudicare la dignità dei suoi toni. Sorvolo anche sull’accusa di politichese, quasi divertente quando viene detta da uno che poi parla di “sintesi incarnata”.

Per rispetto dei lettori invece mi corre l’obbligo di ribadire che il ruolo di “guida politica della coalizione” in sede istituzionale non esiste. Chi ha assistito alla prima seduta del Consiglio ha sentito parlare di presidente del consiglio, sindaco, assessori, gruppi, capigruppo, commissioni consiliari e nulla di più. Nella mia lettera precedente ho semplicemente riportato questa elementare verità in risposta a chi, facendo finta di non capire, ha cercato di barattare un ruolo inesistente con uno reale.

Ciò che invece mi sta più a cuore è discutere della coalizione di centrosinistra e dei suoi compiti futuri. E’ mia convinzione (e dal 30 maggio lo sostengo apertamente in ogni sede, pubblica o privata che sia) che l’esito del ballottaggio consegna al centrosinistra varesino compiti e responsabilità inediti.

Noi di SEL, insieme a IDV, V&L, PD e Luisa OPRANDI abbiamo affrontato e condiviso una bella avventura. Ma la sfida non è finita il 30 di maggio, anzi il risultato delle comunali e, aggiungo, lo stesso esito dei referendum, obbligano tutti noi a costruire una opposizione di tipo del tutto nuovo. Per fare questo bisogna uscire dagli schemi tradizionali di partito o di gruppo. Penso cioè ad un lavoro permanente, ampiamente partecipato e trasparente, che dia solidità e concretezza al progetto presentato in campagna elettorale. Penso ad una opposizione che fa la sua parte a Palazzo Estense e, contemporaneamente, definisce autonomamente la sua agenda e il suo ordine delle priorità in stretto rapporto con la Città reale, quella dei cittadini, delle associazioni, dei rioni.

Di tutto questo vorrei si discutesse – anche in questo spazio – con spirito aperto e propositivo perché nessuno ha in tasca ricette miracolose. In questo percorso, infine, anche le domande strumentali di questi giorni sul ruolo di Luisa Oprandi nella coalizione non avrebbero più senso perché sarebbe evidente a tutti che non di “incarico” si tratta, ma della prosecuzione di un compito che ha già svolto egregiamente in campagna elettorale.

Cordiali saluti

Rocco Cordì, consigliere comunale di Sinistra Ecologia Libertà

Varese 19 giugno 2011

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